Club Milano - Virtus Verona
Club Milano (3-5-2)
Stucchi; Prendi, Ferrante, Travaglini(30’ st Altomonte); Dell’Acqua, Baud(35’ st Vedovati), Acella(16’st Ferri) , Arena, Olivari(30’ st Piscaglia); Battimelli(16’ st Henry), Mariotti
A disposizione
Spada, Conti, Comberiati, Ferri, Balde, Altomonte, Piscaglia, Vedovati, Henry. All: Scavo
Virtus Verona (3-5-2)
Sibi; Sacchetto, Stambolliu(25’ st Cielo), Diop; Frey(34’ st Lodovici), Fanini, Tamba, Cuel(30’ st Prati), Franchi; Bayou(25’ st Luppi), Ojeh(35’ st Kristoffersen)
A disposizione
Dolfi, Cielo, Viviani, Kristoffersen, Garnero, Luppi, Prati, Lodovici, Di Virgilio. All: Fresco
Arbitro
Jacopo Ricci di Rovereto.
Assistenti: Andrea Canali di Trento e Alessio Guerrieri di Trento
Reti
Al 44’ pt Fanini(V)
Note
Ammonito Tamba (V)
Recuperi: 1’pt, 4’ st
4a Giornata
20|09|2026 ore 15.00
Stadio Centro Sportivo 'Gianni Brera'
Via Papa Giovanni XXIII, 6, Pero (MI)
Intervista pre-partita di Gigi Fresco e Daniel Frey
Vedi l'intervista a Gigi Fresco e Sibi Sheik a fine partita
Vedi gli highlights della partita
CLUB MILANO vs VIRTUS VERONA 0-1
Una Virtus rimaneggiata - complice il terzo impegno nel giro di una sola settimana - stravolge ma non si contraddice. Contro il Club Milano la volontà di controllare la partita, invece che subirla come successo nella prima frazione contro il Rovato, è prevalsa, seppur non emozionando troppo. Un primo tempo soporifero, dettato probabilmente dal sovraccarico che ha condannato ambo le formazioni a partire con il freno a mano leggermente tirato. L’unica cosa che ha stupito, come anticipato dallo stesso Gigi nella conferenza di sabato, è stato il turnover nell’undici titolare. Sibi, Stambolliu, Cuel, Frey e Bayou gli indiziati.
I ritmi sono bassi, i baricentri pure. Le emozioni, per forza di cose, scarseggiano. Poca costruzione dal basso a discapito di una spasmodica ricerca diretta della punta, con Bayou protagonista di qualche sgaloppata partendo più largo. Poca palla a terra, tanti duelli individuali. Vinti per la stragrande maggioranza dai ragazzi di Borgo Venezia. E quindi ci pensa Capitan Fanini, che allo scoccare esatto del duplice fischio confeziona un gioiello su punizione dai 25 metri. Imprendibile per Stucchi. La Virtus chiude la prima frazione in vantaggio, senza subire il minimo pericolo dalle parti di Sibi.
IAll’8’ della ripresa l’asse Frey-Ojeh ci regala il primo vero highlight del match. In zona Ojeh, possiamo dire. Cross dalla destra a ricercare il 20, esattamente come al Garilli, solo che questa volta Ojeh schiaccia troppo da distanza ravvicinata, non trovando lo specchio. La stessa azione si ripete poco dopo, con Frey che crossa sopra la testa della linea difensiva, ricercando lo stesso Ojeh che si era mosso sulla profondità. Questa volta il 20 non riesce ad incornare./p>
I soli albori del secondo tempo regalano emozioni certamente più vive dell’intera prima frazione, con un botta e risposta continuo tra le due compagini. La sindrome del baricentro basso, però, colpisce ancora: la Virtus, come a Piacenza e contro il Rovato, patisce il cambio di ritmo avversario. La difesa si schiaccia, il centrocampo si riversa all’indietro e le punte restano inevitabilmente isolate. Gigi rimescola quindi le carte. Dentro Lodovici per Frey, ma soprattutto Prati per Cuel. Kristoffersen per Bayou e Luppi per Ojeh.
E la Virtus torna quindi in controllo del pallone, riaffacciandosi soprattutto in avanti con Luppi prima, Prati dopo e Kristoffersen nel mezzo. Forze fresche per ristabilire l’equilibrio gara. Freschissime, anzi. Perché il centrocampo, con l’ingresso di Prati, è immatricolato per ⅔ nel 2009, con lui e Tamba a sorreggere l’intera impalcatura centrale, gestendo e amministrando l’1-0 come due esperti della categoria. Per bilanciare l’età media, a Luppi e Kristoffersen il compito di organizzare il reparto più avanzato.
Due facce della stessa medaglia. Il nuovo che avanza, il vecchio che detta i tempi. È la Virtus Verona. È il quarto risultato utile consecutivo.
#generazionerossoblu #VirtusVerona #SerieD
























