Virtus Verona - ChievoVerona
Virtus Verona
Sibi; Sacchetto, Cielo, Diop; Frey (dal 11′ st Garnero), Tampa, Fanini, Franchi (dal 21′ st Kristoffersen); Rabbas (dal 41′ st Ferraj), Cuel (dal 31′ st Ojeh); Bayou (dal 31′ st Luppi)
A disposizione
Dolfi, Stambolliu, Prati, Lodovici. Allenatore: Fresco
ChievoVerona
Arlanch; Bane, Martic, Cantarella; Carbone (dal 16′ st Jassey), Carannante, Bordo (dal 28′ st Agnelli), De Cerchio (dal 28′ st Ciccone), Trillò; Vuthaj (dal 33′ st D’Este), Minessi (dal 49′ st Salvi)
A disposizione
Petrone, Ionita, Paloschi, Sturli. Allenatore: Didu
Arbitro
Mirko Pelaia (Pavia),
coadiuvato dagli assistenti Andrea Felis (Torino) e Giuseppe Dellaquila (Barletta).
Reti
Al 10′ pt Bane; al 45′ st rig. Luppi
Note
Ammonizioni: al 24′ pt Martic, al 41′ pt Frey, al 46′ pt Vuthaj, all’8′ st Fanini, al 36′ st Luppi, al 36′ st Jassey, al 48′ st Martic
Espulsioni: al 48′ st Martic
Recupero: 2′ pt, 5′ st.
7a Giornata
11|09|2026 ore 18.30
Stadio "Gavagnin-Nocini"
Via Montorio 112 Verona (VR)
Intervista pre-partita di Tommaso Chiecchi e Mohamed Rabbas
Vedi l'intervista a Gigi Fresco e Davide Luppi a fine partita
Vedi gli highlights della partita
VIRTUS VERONA - CHIEVOVERONA 1 A 1
Finisce 1-1 il primo derby della storia tra Virtus Verona e Chievo. Finisce nel segno di una cornice da Big Match di Serie C. I rossoblù rialzano la testa dopo le due sconfitte consecutive, strappando un punto che, per offerta di gioco, sta molto stretto ai ragazzi di Gigi Fresco.
Tolto il vantaggio di Bane al 9’ della prima frazione, infatti, i Clivensi non hanno più calciato verso la porta difesa da Sibi, lasciando il pallino del possesso in mano alla Virtus, che per l’intera durata della seconda frazione di gioco ha piantato la tenda nella trequarti avversaria. E il vento gialloblù, troppo affievolito per scardinarla, si è dovuto adeguare ad un ritmo gara che la Virtus finora non aveva mai dimostrato di poter seguire. Il cambio di modulo ha sorpreso anche i più abituati alle improvvise contro risposte adottate da Gigi. 3-4-2-1. Fuori una punta, dentro un interprete funambolico posto qualche metro sotto al solo riferimento offensivo Bayou. Una scelta che, come ribadito da Gigi stesso nel post-partita «È servita per uscire dalle grinfie dei loro difensori molto aggressivi, trovando più spazio fra le linee».
Una decisione che ha positivamente contraddetto il principale sinistro delle partite contro CiseranoBergamo e Pavonese: la costruzione offensiva. Rimediando così all’assenza di figure di giuntura tra il reparto di centrocampo e di attacco e che avevano obbligato i rossoblù a rifiutare una manovra palla a terra, ricercando direttamente le punte nelle gare precedenti. Anche il derby ha seguito questa trama per la prima mezz’ora. Poi la Virtus si è riassettata, seguendo i dettami assorbiti durante la settimana in preparazione alla sfida, crescendo di minuto in minuto grazie all’ingresso nella mezz’ora finale dell’intero parco attaccanti virtussino.
Non solo attacco, non solo congiunzione tra reparti volti ad offendere. La linea difensiva si è comportata in modo egregiamente ordinato, esaltando i singoli come mai da inizio campionato. Diop e Cielo su tutti, che hanno deciso che dalle loro parti, ieri sera, sarebbe stato vietato l’accesso ai clivensi. Prestazione sublime, sia in marcatura preventiva che giocando d’astuzia e specialmente d’anticipo. I due anthem che hanno condotto al fischio dagli undici metri. Come in occasione del rigore. Cielo mette la punta del piede prima che la palla tocchi a terra - anticipo - viene calciato, continuando il movimento in girata cadendo per terra - astuzia.
Ci sono prestazioni che possono invertire i trend, rialzare il morale e abbattere i pregiudizi. La prestazione di ieri - la cui sconfitta avrebbe rappresentato un sacrilegio per ciò che il campo è riuscito ad amplificare - è una di quelle. Il calendario virtussino grida adesso al doppio appuntamento consecutivo al Gavagnin-Nocini. Il dominio nei confronti della prima della classe, se duettato ad una possibile ricerca della vittoria interna nella gara contro il Tritium della prossima domenica, potrebbe aprire non solo al corpo centrale della stagione 2026/27. Potrebbe consegnare alla Virtus la possibilità di collaudare un gruppo squadra inesperto, sì, ma vivo e consapevole.
#generazionerossoblu #VirtusVerona #SerieD
























